Il termine “progettare“ dal punto di vista etimologico significa “gettare oltre”: quindi introdurre elementi di novità e di superamento.
Come spesso mi succede quando progetto un elemento dell’arredo della casa sono affascinato dalla persistenza di alcune tipologie, nel campo delle sedute mi ha sempre attirato il classico tema della “bergère”.
Di fatto però quanto più una tipologia è consolidata tanto più è difficile innovare realmente.
Le Corbusier diceva che un buon progetto ha un padre che è il “progettista” ed unamadre che è il “committente”.
Nel caso di “Regina” si trattava di mettere in relazione il mio modo di progettare con il grande know-how di Poltrona Frau nel campo delle tecniche di lavorazione della pelle e dell’ imbottitura introducendo un elemento deciso di innovazione.
Da un lato si mantengono gli elementi tradizionali che caratterizzano la “bergère”: presenza decisa e personalizzata, seduta profonda e comoda, ampi braccioli, alto schienale avvolgente, pronunciati poggiatesta laterali, poggiapiedi, comoda imbottitura.
Dall’altro si introducono elementi nuovi relativi all’uso ed alla funzionalità: la possibilità di rotazione, il basculaggio e la sua regolazione .
Ma l’elemento più importante di innovazione progettuale consiste nel tentativo consapevole e determinato di alleggerire al massimo la tradizionale ingombrante immagine della poltrona imbottita dal punto di vista del peso e, quel che più conta, dal punto di vista della sua presenza nell’ambiente.
Il rivestimento e l’imbottitura sono fissati alla scocca rigida con un sistema a cerniera che sostituisce chiodini e cuciture lungo il perimetro e per mezzo di unospeciale anello in alluminio che sostituisce i bottoni dello schienale ricreando un nuovo capitonnée.
La presenza di un foro proprio nel punto dove la pelle viene fissata alla scocca oltre che a consentire una confortevole areazione dello schienale, determina un sorprendente effetto di trasparenza visiva dando leggerezza ed ariosità ad un oggetto tradizionalmente pesante ed ingombrante.
I vantaggi per la produzione sono: semplificazione costruttiva, riduzione dei tempi di lavorazione e assiemaggio, riduzione dello stoccaggio.
I vantaggi per l’utilizzatore : aumento delle prestazioni e del comfort, riduzione dell’ingombro e dell’impatto visivo.
Ancora una volta l’idea progettuale, la forma fisica e la soluzione tecnica coincidono.
Paolo Rizzatto
Milano 27/10/04