Paolo Rizzatto architetto

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Panchina Milano

Una panca è fatta per sedersi ma anche per salirvi in piedi, per sdraiarsi, per appoggiarsi, per usarla come piano di appoggio degli oggetti più disparati (un giornale, un panino, una bottiglia, una valigia).

Può essere utilizzata da una sola persona, ma anche da due /tre o più persone contemporaneamente.

Può essere utilizzata da una persona piccola e leggera o da una persona alta e pesante, da un bambino o da un vecchio.

Da qualcuno che vuole guardare le cose , le persone che lo circondano o da qualcuno che vuole isolarsi e guardare dentro di sé.

A Milano una panca è fatta soprattutto per fermarsi almeno per un momento.

Una panchina solida e forte.

Un’immagine semplice e chiara, neutra.

Partendo dalla tipologia più diffusa attualmente a Milano.

Materiali forti e duraturi che invecchiano bene, freschi in estate e caldi in inverno, piacevoli al contatto.

Due robusti sostegni in fusione di ghisa con sezione a T (che per adattarsi alle varie collocazioni nella città prevedono due tipologie di gambe e possono essere verniciati in colori diversi) fanno da supporto a sei doghe di legno massiccio sagomato:

di queste, tre doghe orizzontali (in leggera pendenza per il comfort e per favorire lo scorrimento dell’acqua) fungono da sedile, due doghe verticali (inclinate e sagomate per il sostegno delle reni) fungono da schienale, mentre la sesta doga disposta orizzontalmente conclude lo schienale con un pianetto che ha la duplice funzione di appoggio e di seduta alternativa.

Paolo Rizzato

Milano, marzo 2005