Paolo Rizzatto architetto

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I Satelliti della Scala

Concorso LED Milano

Un progetto non si cala in modo indifferenziato nelle diverse situazioni, ma è dal contesto che trae gli stimoli e le suggestioni più incisive. D’altro canto il contesto varia nello spazio e nel tempo.

Oggi siamo tutti più consapevoli della finitezza delle nostre risorse energetiche e io penso che dei progetti effimeri abbiano meno senso di quanto possano averlo avuto in passato.

Per questo, quando il Comune di Milano mi ha proposto di progettare un’istallazione luminosa da collocarsi durante il periodo delle festività natalizie nel centro della città e mi ha invitato a sceglierne la collocazione ho subito scartato l’idea di lavorare sulle principali direttrici del commercio, dello shopping e del turismo (corso Vittorio Emanuele, la Galleria, piazza Cordusio, via Dante, piazza Castello) dove la presenza della luce è già fin troppo invadente e troppo grandi, di conseguenza, le potenze da mettere in gioco.

Mi è venuto naturale pensare di valorizzare con una quantità di luce discreta dal punto di vista dei consumi, ma significativa dal punto di vista formale, un luogo meno illuminato, frequentato e conosciuto della nostra città. Da qui all’individuazione di più luoghi e quindi di un percorso che li mettesse in relazione il passo è stato breve. Alla fine ho ipotizzato un circuito senza un inizio né una fine, in cui fosse possibile immettersi e che fosse possibile abbandonare in qualunque punto.

Il percorso mette in relazione 5 spazi urbani di diversa natura e carattere che gravitano intorno a piazza della Scala: piazza S.Fedele, piazzetta Filodrammatici, piazzetta Dell’Amore, il sagrato di S.Giuseppe in via Verdi, ed infine  piazza Belgioioso.

Un unico elemento illuminante contemporaneo (grazie a dei filtri colorati) marca con un colore diverso ciascuno di questi luoghi e crea un riverbero luminoso discreto sugli edifici che coprono un ampio arco di tempo che va dal 1500 ai nostri giorni.

L’involucro lamellare luminoso, di sagoma ellittica allungata, sospeso nello spazio, quasi una misteriosa apparizione leonardesca/metafisica/futuribile, ponendosi in relazione con gli edifici che danno forma ad una piazza, ad uno slargo, ad un incrocio, ne segnala la presenza, ne sottolinea le qualità architettoniche e ne modifica la percezione.

Il grande ma leggero manufatto ripropone a scala urbana (con un ingrandimento 6/1) il progetto della lampada Titania disegnata con Alberto Meda nel 1989 e divenuta in seguito un icona del design italiano nel mondo.

E’ quindi il caso di dire che si ri-vedranno sotto una nuova luce degli spazi urbani e delle architetture non sufficientemente percepiti, talvolta dimenticati, comunque un po’ in ombra.

Paolo Rizzatto

Milano, maggio 2009